“I’m strange”

Berner-zeitung

– Sono strano – dice il mimo italiano taciturno, che con i suoi fusò neri, il cappellino nero e le labbra truccate di nero effettivamente esce dalla massa. Però “strano” è proprio opportuno al Buskers, e Tenenti è un brillante virtuoso della comicità sottile.
Tanto va storto nel suo show, dove la musica non va a comando e qualche trucco di qua e di la non vuole proprio funzionare, come a casa di Beppe. Frustrazione, si – ma arrendersi? Mai!

Ogni volta ci sorprende di nuovo Tenenti che con incredibile naturalezza recita il maldestro, con trucchi di giocoleria, che non lo mostrano più come un amabile cretino, ma come un mago di destrezza. Dopo lo show si sente un irresistibile stimolo di essere anche “strange”, di prendersi delle palline di vetro e di giocare con le vecchie bretelle.

Berner Zeitung

ROTEMBURG

Incanta e stupisce il pubblico la Compagnia Autonoma Tenenti alla Kantor-Helmke Haus. L’italiano fornisce uno spettacolo d’amore senza parole – anche con l’aiuto di alcuni ospiti più o meno volontariamente inclusi. Clownerie è stato combinata a virtuosismi di giocoleria,idee assurde e umorismo nero. Ma l’artista stesso non era al sicuro da sorprese: Così è entrato in scena un turista Australiano, che si è presentato e ha detto le uniche due parole che conosceva in tedesco,cioè burro e torta … . Tenenti dal suo piccolo megafono sta in silenzio un attimo…poi esclama: “Vattene”

 Rotenburger Rundshaus

Bremen-kurier

Sulle scale in Börsenhof non c’è più uno spazio libero. Sta per iniziare lo spettacolo di Beppe Tenenti.A malapena una parola, ma per lui imitazioni e gesti sono abbastanza per rimanere in stretto contatto col pubblico. L’ amplificazione e’ “malata” ed il pubblico se ne accorge subito. Beppe T si fa supportare da Yannick, dodici anni. E lui fa il duo dovere: grida quando deve, quasi si fa soffocare, rotea gli occhi… molto bene un vero talento naturale. Il loro gioco termina, Yannick riceve un enorme applauso e Beppe fa un piccolo sorriso… Yannick non se ne accorge.

BREMEN KURIER

CiRk-artik“Cirk” è un momento di teatro in cui ritmo, rischio, leggerezza, tempi comici e gioia si fondono in una drammaturgia semplice ed efficace, capace di evocare un sorriso con niente.

“Una realtà assurda, nella quale il tentativo di fare le cose per bene fallisce quasi sempre. Perché soltanto accettando il rischio di non riuscire, possiamo pensare di riuscire veramente. Uno spettacolo in cui tutto è possibile, che incanta quando dovrebbe stupire e stupisce nel raccontare”.

Visto il 12/01/2010 a Milano (MI) Teatro: Piccolo Teatro – Teatro Studio

Voto: **** Redattore: Elena Dalmasso

Corriere-1

Uno spettacolo emozionante e poetico, grazie anche ai suoi protagonisti, capaci di creare da subito empatia con il pubblico anomalo del Teatro Studio, composto da bambini, giornalisti, insegnanti, ragazzi, ma anche vecchie signore agghindate e stravaganti circensi in borghese. Uno spettacolo di circo che parla del circo, della sua quotidianità, delle sue stravaganze come delle sue normalità, animato di artisti, di amori e dissapori, di scontri e di complicità. Uno spettacolo che fa onore alla sua arte, che ne mostra le contraddizioni e il fascino, ma soprattutto che apre nuove possibilità di rinnovamento attraverso la contaminazione e l’attenzione al nuovo pubblico.

PanoraMi Valentina Maggio

Corriere-2

L’ansia iniziale con cui gli artisti si affannano nel tentare di rimpiazzare quel grosso protagonista del loro circo, misteriosamente sparito, si trasforma rapidamente in pura energia creativa.. E le suggestioni, evocate con palline, corda e pertica, ma anche con oggetti comuni come materassi, tavole apparecchiate o guardaroba, al ritmo delle musiche originali di Andrea Mazzacavallo si intrecciano con le vicende dei protagonisti.

Reuters

Artisti incredibili, di una bravura mozzafiato, per cui non sembra esistere l’orizzontale, il verticale e la forza di gravità. Illuminati da un tecnico luci che strega e che commuta l’aria in etere. Calati in una scenografia che, a tratti, ricorda una famoso quadro di Picasso.

Valentina Giordano

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